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Riapertura scuole: il Tar dà torto ai sindaci siciliani

Anche in Sicilia, dopo la Campania, il TAR ha sospeso l’ordinanza per riinviare la riapertura delle scuole di qualche giorno, per effetto dell’incremento della curva pandemica. Leggi qui
Non posso che prendere atto della decisione del Tar, ricordando che la sospensiva non esonera le autorità sanitarie, regionali e nazionali dal porre in essere ogni accorgimento per la tutela del diritto alla salute, così come richiesto dall’Anci Sicilia, esprimendo la preoccupazione dei sindaci per l’aggravarsi della pandemia, così come certificato proprio in queste ore, ad oggi, dalla dichiarazione di zona arancione di ben 148 comuni siciliani”.
C’è amarezza nelle parole del sindaco di Leoluca Orlando, dopo la decisione del Tar di sospendere l’ordinanza di chiusura delle scuole firmata nei giorni scorsi di comune accordo con altri colleghi sindaci della regione. Dopo che proprio il governo regionale aveva deciso di uniformarsi alle indicazioni ministeriali.
Orlando spiega le motivazioni dietro la sua decisione: “Ho fatto tutto quello che mi era consentito per tutelare la salute della comunità scolastica e di tutti i cittadini, facendo ricorso all’unico strumento disponibile previsto dall’ordinamento e cioè un’ordinanza ex art. 50 del Tuel”.
Ora si verificherà sul campo se la prudenza del sindaco era giustificata: “Stante la sospensiva, non posso che fare un forte appello ancora una volta al senso di responsabilità di tutti e rivolgo nuovamente un richiamo alle responsabilità degli organi competenti della sanità nazionale e regionale“.
Il lavoro dei sindaci non termina qui, anzi adesso viene la parte più difficile: “Sarà necessario continuare a vigilare sulle scelte delle autorità competenti e sulle criticità registrate anche nel mondo scolastico. Per tale ragione mi confronterò nelle prossime ore con i colleghi sindaci per valutare le decisioni da assumere alla luce dei nuovi dati relativi all’andamento epidemiologico e anche alla luce delle ultime decisioni del giudice amministrativo“.