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Rientro a scuola in presenza: il bilancio dei primi giorni

Con poche eccezioni e diversi pareri contrari (la Campania alle prese con l’ordinanza di De Luca, sospesa dal TAR o la Sicilia che riapre il giorno 13 gennaio), la scuola italiana ha ripreso le lezioni in presenza in tutti gli istituti di ogni grado e istruzione, nonostante il numero dei contagi sia in costante aumento.

Probabilmente non c’è ancora cognizione dell’esatta crescita della curva pandemica in virtù dei pochi tamponi che di consueto vengono effettuati nel weekend. Nei prossimi giorni si capirà in che direzione sta andando Omicron e se i numeri stanno continuando a crescere esponenzialmente come avvenuto nelle ultime settimane.

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In ogni caso il Governo è convinto della necessità di un rientro in presenza e dell’assoluta sicurezza di questa decisione. Solo le prossime settimane potranno dire se è stata una scelta corretta. Per il momento il ministro Bianchi si dice soddisfatto (leggi qui):

Sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori. Stiamo monitorando attentamente la situazione e nel primo pomeriggio avremo i dati. Il dato evidente è che è ripresa la scuola”. Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

Buono anche il numero dei docenti assenti per motivi legati alla pandemia: “I docenti sospesi perché no vax sono un numero estremamente limitato, sono sotto l’1% sia dei docenti che del personale Ata. I dati degli assenti per malattia per ora sono molto contenuti ed in linea con gli anni passati. A gennaio c’è il picco delle assenze. Noi per far fronte a questo abbiamo rinnovato i contratti per i potenziamenti, i cosiddetti docenti Covid, abbiamo messo 400 milioni”.

Questa la logica del Governo: “Aveva senso aprire subito la scuola. Non si può giustificare che tutto è aperto e l’unico spazio chiuso è la scuola, che è sicura”.

Scuola che può contare su un aumento dei sovvenzionamenti per la sicurezza: “Nel dl del 22 marzo 2021, il cosiddetto dl Sostegni, abbiamo dato risorse specificamente indicate per gli impianti di areazione, ma poi sta a loro sulla base dell’autonomia. Noi abbiamo dato quelle risorse direttamente alle scuole, poi è loro responsabilità usarle in base alle loro esigenze rispettive”.